L’austerità strangola i Comuni e
priva i cittadini dei servizi pubblici:
socializziamo la Cassa Depositi e Prestiti!

Giovedì 27 Giugno 2013  ore 18.00

Incontro con Antonio Tricarico e Marco Bertorello 
organizzato dal Comitato genovese per una nuova finanza pubblica e sociale

http://www.perunanuovafinanzapubblica.it/
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. -  tel. 329 6509281

Dopo l’incontro i soci Arci che lo desiderano possono cenare allo Zenzero.
E’ necessaria la prenotazione al n. 010 9412005 o al cell. 340 5932767


Ci dicono che mancano i soldi, che i Comuni debbono tagliare i servizi,  privatizzare i beni comuni (acqua,  rifiuti,  trasporto pubblico, ecc.) e svendere il proprio patrimonio.

Il risultato per i cittadini sarà che sanità, istruzione, acqua, autobus saranno sempre più cari e di peggiore qualità.

Queste politiche sono finalizzate ad aumentare i profitti del capitale finanziario a danno dei bisogni della stragrande maggioranza dei cittadini.
Non è vero che i soldi non ci sono! Per le banche, per gli armamenti, per le grandi opere inutili e dannose  i soldi non mancano mai.

Come fare per restituire le risorse finanziarie alla comunità?
Una strada è la socializzazione della Cassa Depositi e Prestiti.
Cassa Depositi e Prestiti gestisce i soldi dei risparmi postali degli italiani. Fin dalla sua nascita, oltre 150 anni fa, il suo mandato era di utilizzare il risparmio postale dei cittadini per finanziare gli enti locali a tasso agevolato per le attività di interesse comune.
Dal 2003 Cassa Depositi e Prestiti è stata trasformata in società per azioni e, pur essendo sempre controllata dal Ministero del Tesoro, non svolge più la sua funzione sociale. Invece si comporta come una qualsiasi banca privata: presta i soldi a tassi correnti, finanzia le grandi opere, fa investimenti a rischio, addirittura si propone come garante per la dismissione del patrimonio pubblico.

Gli enti locali hanno così perso una fonte di finanziamento a basso tasso e sono caduti nella morsa degli speculatori finanziari, proprio in un periodo storico in cui hanno grandi difficoltà a garantire i servizi pubblici.

I risparmi dei cittadini vanno utilizzati per finanziare i beni comuni e i servizi di pubblica utilità o per alimentare l'avidità di pochi?

Chiediamo ai Comuni, quali rappresentanti e portavoce delle comunità locali, di richiedere con forza e collettivamente la  socializzazione di Cassa Depositi e Prestiti e la sua gestione territoriale, democratica e partecipativa.

Chiediamo  ai cittadini di non accettare lo smantellamento dello stato sociale e dei beni comuni: non è vero che c’è una oggettiva impossibilità di garantirli, c’è solo una volontà rapace di privatizzarli per trarne profitti a vantaggio del grande capitale.



Comitato genovese per una nuova finanza pubblica e sociale